martedì 30 giugno 2009

I raccolti di giugno

Giugno è anche il mese dei grandi raccolti, dei bilanci di un'intera stagione di lavoro e, soprattutto, il mese delle soddisfazioni o delle grandi delusioni. E' in questo periodo che si cominciano ad apprezzare i risultati di mesi di fatiche, di ore e ore trascorse a spaccarsi la schiena nelle vangature invernali, della pazienza con cui si è tempestivamente provveduto alle prime semine di marzo, dell'attesa snervante del caldo sole estivo, della parsimonia con la quale si è conservato anche il più piccolo residuo di materiale organico da riporre con cura nel cumulo, accudito come se fosse un bambino e non già un semplice ammasso di letame.

Seminando "a scalare" piccole superfici del nostro orto e irrigando frequentemente, in questo periodo è possibile ottenere ogni giorno copiosi cestini di croccante insalata da taglio

Ravanelli di queste dimensioni devono essere raccolti tempestivamente, in modo da evitare inutili allungamenti del ciclo vegetativo che ne renderebbero "legnosa" la consistenza delle radici. Anche in questo caso la semina "a scalare" può essere un ottimo espediente per ottenere raccolti continui per lunghi periodi di tempo.

Anche per insalate da cespo come questa è bene evitare di protrarre oltremodo la permanenza delle piante nel siccitoso orto estivo.

domenica 28 giugno 2009

I lavori di giugno

Quello di giugno è il mese più attivo dell'anno per i lavori nell'orto. Tra sarchiature, rimozione delle infestanti, potature, irrigazioni frequenti e nuove semine non c'è giorno che l'ortolano possa concedersi a riposo dalle attività all'aperto.
Se non si vuole che il disordine nel campo prenda il sopravvento, a giugno bisogna intervenire con lavori frequenti e metodici. Le infestanti vanno rimosse con regolarità, possibilmente a terreno umido, appena i piccoli cotiledoni delle malerbe cominciano a spuntare fra le nostre insalate. Ogni giorno è opportuno fare un giro, coltellino alla mano, fra le piante già grandi di zucchine e procedere alla raccolta dei frutti prima che le loro dimensioni li rendano idonei a farci nient'altro che sementi per l'anno prossimo. Insalate e cicorie vanno monitorate costantemente e raccolte nel momento opportuno, prima che la siccità e la nostra trascuratezza le facciano montare inesorabilmente a seme. Pomodori, peperoni, melanzane, zucche, zucchini, cetrioli, angurie e meloni vanno innaffiati con regolarità. Non necessariamente con frequenza compulsiva, ma tenendo presente che una o due volte alla settimana un po' d'acqua non fa male. Per insalate e cicorie, soprattutto nei periodi particolarmente caldi e siccitosi, è invece buona norma intervenire con irrigazioni quasi giornaliere. A meno che la provvidenza meteorologica non ci venga incontro con un bel rovescio estivo di pioggia, che ci metta con l'anima in pace per qualche giorno. In questi casi, tuttavia, specialmente in presenza di suoli argillosi e a terra nuovamente asciutta la nostra buona coscienza di ortolani prudenti ci suggerisca di intervenire con piccole sarchiature intorno alle piante per consentire un idoneo arieggiamento del terreno e impedire la formazione di croste dure sulla superficie.
Non dimentichiamo che a giugno è possibile cominciare a raccogliere di tutto. Più sarà stata variegata la scelta delle varietà da porre a dimora, maggiorni saranno i colori e le forme presenti nei nostri cestini che ogni giorno, all'imbrunire, porteremo a casa soddisfatti. Diamoci dentro allora con zucchine, cetrioli, pomodori, peperoni, melanzane, insalate, cicorie, bietole, ravanelli e aromatiche in gran quantità. Più tardi verranno i meloni, le angurie e infine le zucche.
Qualche ultima parola sulle semine, per ricordare che nella prima metà di giugno è ancora possibile seminare direttamente all'aperto le ultime cucurbitacee ed effettuare qualche trapianto tardivo di insalate estive, pomodori, peperoni e melanzane. Bietole, ravanelli, rucola, prezzemolo, basilico, insalate e radicchi da taglio possono essere seminati in gran quantità. I cultori delle verdure autunnali possono cominciare a darsi da fare con semine e impianti di cavoli, cavolfiori, radicchi e insalate da cespo. Anche se è ragionevole dubitare che lo spazio rimasto libero nell'orto di giugno possa già lasciare spazio a nuove semine.

Un grappolo di pomodori canestro splende al sole di giugno

giovedì 11 giugno 2009

Il campo sei settimane dopo

Dopo sei settimane di assenza dal mio campo, ecco cosa ho trovato al rientro:
- I pomodori sono cresciuti poco, ma la coltivazione è andata complessivamente bene e già si intravedono le prime bacche fra cespugli di fiori gialli. Mi accontenterò di un raccolto non particolarmente abbondante, ma con quaranta piante avrò comunque decine di chili di pomodori da consumare per l'estate più qualche bel grappolone da serbo per l'inverno.
- Che dire dei peperoni? Ho trovato solo metà delle piante che avevo sistemato sulle file. Le altre sono andate divorate da qualche strano verme di terra che evidentemente prolifera nel mio campo.
- I meloni pugliesi (cocommarazzi) hanno subito la stessa sorte dei peperoni, con la differenza che in questo caso non ne è sopravvissuta neppure una pianta.
- Le insalate sono andate incontro a sorti differenziate. Il lattughino da taglio divorato dagli uccelli, la rucola e le varie misticanze assediate dalle infestanti. In ogni caso, ho tolto le malerbe e adesso tutto viene su meravigliosamente. Molto meglio le insalate da cespo, delle quali sto già facendo delle gandiose scorpacciate. Quelle un po' più dure di consistenza causa siccità le ho mangiate lessate, con olio e pomodoro. Ottime.
- Le cicorie hanno reagito bene alla siccità. Eliminate le malerbe, le piante sembrano godere di ottima salute. Quelle a grumulo sono già pronte per la raccolta, per le catalogne dovrò pazientare ancora un paio di mesi.
- Dei ravanelli posso ritenermi soddisfatto. Sono cresciuti nella terra secca e siccitosa. Un po' piccanti e non particolarmente generosi nelle dimensioni, ma piuttosto saporiti, ottimi nelle insalate.
- Nei vasi crescono rigogliose le diverse varietà di basilico che avevo seminato prima della partenza. Il caldo delle ultime settimane ha sicuramente agevolato la crescita di questa straordinaria specie aromatica, che con qualche piccolo accorgimento può regalare straordinarie soddisfazioni all'ortolano improvvisato. Anche il prezzemolo cresce, ma con qualche incertezza in più.
- Zucche, zucchini e meloni che avevo seminato nei vasetti stavano strabordando e li ho trapiantati immediatamente in piena terra. Della sorte di queste piante mostruose parlerò presto.

Staremo a vedere..