domenica 15 novembre 2009

Autunno sul balcone

La coltivazione del nostro piccolo orto sul balcone non è solo una prerogativa della bella stagione. Adottando i dovuti accorgimenti è infatti possibile ottenere bei cestini di verdura da un piccolo terrazzo di città anche in autunno. Sono poche le variabili alle quali prestare attenzione, ma occorre valutarle tutte, con cura.
Innanzitutto, la scelta delle colture. Ovviamente, non sarà più possibile mettere a dimora pomodori, peperoni o zucchine, ma la nostra preferenza dovrà obbligatoriamente ricadere su ortaggi autunno-vernini o a ciclo colturale breve. Spinaci, ravanelli, lattughe, cime di rapa quarantina o sessantina, rucola, bietine da taglio, radicchi potrebbero rivelarsi le scelte vincenti. Potremo optare per cavolfiori, cavoli neri, verze e cavoli cappucci solo se avremo a disposizione vasi grandi e spazio sufficiente per ospitare piante di notevoli dimensioni e dal ciclo colturale piuttosto lungo.
Le irrigazioni. In autunno non sarà necessario irrigare quasi compulsivamente i vasi per tenere costantemente umida la terra. L'irradiamento solare drasticamente ridotto rispetto ai mesi estivi, le basse temperature, le piogge frequenti e l'umidità ci consentiranno di ridurre al minimo gli apporti idrici alle nostre piante. In caso di balcone o terrazzo esposto alla pioggia potranno trascorrere mesi interi senza alcuna necessità idrica aggiuntiva. L'accortezza richiesta in questo caso sarà quella di svuotare regolarmente i sottovasi per evitare di esporre le radici delle piante a pericolosi ristagni idrici.
L'esposizione. Molti balconi, nel periodo autunno-vernino, si gioveranno della luce del sole per fasi del giorno estremamente brevi. In alcuni casi, soprattutto fra novembre e gennaio, l'irradiamento solare potrà essere addirittura completamente assente sul nostro terrazzo. Talvolta occorrerà sfruttare al massimo la poca luce disponibile, spostando i vasi nella zona più luminosa del balcone, magari riponendoli in un luogo più riparato al crepuscolo. In caso di latitanza completa del sole, la coltivazione di alcune specie orticole risulterà estremamente difficoltosa e saremo costretti a ripiegare su varietà in grado di svilupparsi in ambiente di penombra. In tali situazioni estreme, alcune specie di lattuga potrebbero fare al caso nostro. Infine, è molto importante che il luogo dove posizioneremo i nostri vasi sia sufficientemente arieggiato, per prevenire lo svilupparsi di malattie fungine, ma nello stesso tempo al riparo dai venti gelidi invernali che risulterebbero dannosi per le piante, suprattutto nella fase iniziale del loro ciclo vegetativo.
La terra. Come per le colture primaverili-estive, anche per quelle autunno-vernine la scelta di un buon terriccio assumerà importanza fondamentale. Date le minori necessità idriche e l'abbondanza di umidità tipiche della stagione, risulterà fondamentale adottare opportuni sistemi di drenaggio, per esempio sistemando piccoli sassi o palline di argilla espansa sul fondo dei vasi e mescolando il terriccio con una buona quantità di sabbia per favorire lo sgrondo dell'acqua. Anche in questo caso, tuttavia, la scelta di verdure a breve ciclo colturale e quindi con minori necessità nutritizie potrà semplificarci non poco la vita, consentendoci di evitare ripetuti apporti di concime organico o fertilizzante minerale.

Le cime di rapa dimostrano di adattarsi perfettamente alle ridotte disponibilità di spazio del nostro terrazzo.

La coltivazione della lattuga "a foglia di quercia", praticata nella sua variante da taglio, può dare ottime soddisfazioni se seminata entro la fine di ottobre.

Per la sua grande rapidità nel ricaccio, la lattuga "salad bowl" si dimostra estremamente versatile nella coltivazione su balcone.

Lo spinacio "matador" teme la siccità e presenta un'ottima resistenza al freddo, tale da renderlo adatto alla coltivazione autunnale, con una buona produttività anche in vaso.


giovedì 5 novembre 2009

Verdure d'inverno

Con il sopraggiungere della stagione fredda, estirpate le ultime piante di pomodori e zucchine, gli ortaggi estivi sono ormai solo un ricordo. Chi abbia seminato per tempo i cavoli, avrà certamente dato il via alle danze e cominciato con le scorpacciate di verze, cavolfori e broccoli. Anche finocchi e sedani, carote, porri e cicorie diventano in questo periodo protagonisti dei cestini degli ortolani più tempestivi nelle semine.
Ma per chi si accinga solo ora a mettere a coltura lo spazio lasciato libero da solanacee e cucurbitacee, ben poche sono le possibilità di cominciare con successo coltivazioni in piena aria a novembre. I più attrezzati potranno munirsi di serrette e teli per proteggere le proprie colture dal gelo e dalle intemperie. Tutti gli altri si limiteranno a lavorare il terreno e a concimarlo in attesa della nuova annata, che a partire da febbraio li vedrà impegnati con le prime semine.
Coloro che preferiscano fare di necessità virtù e non vogliano privarsi anche d'inverno del piacere di verdure fresche autoprodotte, non mancheranno di concedersi grandi soddisfazioni con la coltivazione di una particolare specie orticola che proprio tra l'autunno e l'inverno trova le condizioni ideali per la crescita: lo spinacio.

Quasi tutte le specie di spinacio non sopportano temperature elevate e siccità. Proprio per questo motivo il periodo ideale per la loro coltivazione è costituito dai mesi autunno-vernini. Il ciclo vitale della pianta, estremamente breve, consente di ottenere buoni raccolti già dopo meno di due mesi dalla semina. Quest'ultima può essere effettuata a spaglio o a file su terreni fertili, sciolti e privi di ristagni idrici. La rimozione delle infestanti deve essere eseguita con regolarità. In presenza di terreno fertile, non sono richiesti ulteriori apporti di fertilizzanti durante il breve ciclo vegetativo delle piante. Data la spiccata tendenza della specie ad accumulare nitrati, è comunque buona norma non eccedere con le concimazioni azotate.
Le piante adulte di spinacio sono in grado di resistere a temperature fino a qualche grado sotto lo zero. Il caldo eccessivo e la siccità costituiscono i veri nemici di questa preziosa specie orticola, la cui coltivazione nei mesi estivi è pertanto sconsigliata, a meno che non si adottino alcuni importanti accorgimenti come la scelta di varietà più resistenti al calore, la collocazione al riparo dal sole eccessivo e l'esecuzione di abbondanti irrigazioni giornaliere. Le piante di spinacio coltivate nei mesi caldi sono di norma meno produttive e spesso tendenti a montare precocemente a seme. Tra le varietà più diffuse in Italia, possono ricordarsi:
  • Riccio di Castelnuovo: foglie ricce, tonde e spesse
  • Riccio d'Asti: foglie verde scuro, tondeggianti, arricciate; medio-precoce, lento a montare a seme
  • Merlo Nero: piccole foglie verde scuro, leggermente arricciate e bollose; medio-precoce, resistente al freddo e lento a montare a seme
  • Gigante d'Inverno: foglie lisce verde scuro, ampie e carnose; precoce, adatto a coltivazioni autunno-vernine
  • America: forma a rosetta con foglie verde scuro; medio-tardivo, resistente al caldo, pigro a montare a seme
  • Matador: foglie verde chiaro, lievemente bollose; medio-tardivo
  • Grandstand: foglie verde scuro, spesse e bollose
  • R seven: foglie verde scuro, bollose
  • Viroflay: pianta vigorosa, grosso cespo, foglie verde chiaro lanceolate; precoce, molto produttivo nelle coltivazioni autunnali
  • Viking: grandi foglie verde chiaro, tondeggianti, lisce; resistente al freddo
  • Lorelay: foglie lisce; tardivo, lento a montare a seme

domenica 13 settembre 2009

L'orto d'autunno

Dopo l'euforia estiva delle nostre piante orticole, con la fresca aria settembrina che spira ad annunciare l'autunno, nel campo è tempo di bilanci. Si raccolgono i frutti delle ultime coltivazioni tardive di peperoni, pomodori e di qualche cucurbitacea sopravvisuta alla siccità di agosto. Terminata la produzione, si estirpano le piante secche che tante soddisfazioni ci hanno regalato nei mesi passati per lasciare finalmente un po' di spazio libero nell'orto.
Ma settembre non è certo il momento di appendere la zappa al chiodo. Occorre risistemare le aiuole, dissodare il terreno in attesa delle prossime concimazioni e, soprattutto, allestire le superfici per i nuovi impianti.
Selezionando con cura le piante da coltivare, anche in autunno è infatti possibile godere delle soddisfazioni di ortaggi freschi coltivati nel nostro orto. Nomerose varietà di cavolfiori, verze, broccoli, insalate e cicorie sopportano bene le rigide temperature invernali. Seminati in semenzaio a luglio-agosto, a settembre sarà ancora possibile porne a dimora le piantine avendo cura di predisporre un terreno soffice, concimato e ben lavorato. Nelle zone a clima particolarmente rigido sarà utile predisporre piccole serre e protezioni dal gelo a partire da dicembre.
Chi avrà provveduto durante l'estate all'impianto in pieno campo degli ortaggi autunnali potrà poi raccogliere in abbondanza da settembre a dicembre carote, cavoli, cicorie, finocchi, porri e sedani. E' opportuno tuttavia ricordare che la semina estiva di questi ortaggi comporta, nelle prime settimane del ciclo colturale, copiose irrigazioni che non sempre sarà possibile eseguire nei nostri campi.
Alcuni ortaggi trovano invece proprio in settembre il momento ideale per la semina in pieno campo. E' il caso di spinaci e cime di rapa, che in poche settimane di coltivazione ci permetteranno di riempire i nostri cestini di una gran quantità di ortaggi freschi. Con l'abbondanza di piogge caratteristica dei mesi autunnali potremo gestire con gran parsimonia le irrigazioni. Che dire poi di ravanelli, insalate e cicorie da taglio, rucola e valeriana. Il ciclo estremamente breve di questi ortaggi ci permetterà di sbizzarrirci nella coltivazione delle più disparate varietà per tutto l'autunno.

martedì 30 giugno 2009

I raccolti di giugno

Giugno è anche il mese dei grandi raccolti, dei bilanci di un'intera stagione di lavoro e, soprattutto, il mese delle soddisfazioni o delle grandi delusioni. E' in questo periodo che si cominciano ad apprezzare i risultati di mesi di fatiche, di ore e ore trascorse a spaccarsi la schiena nelle vangature invernali, della pazienza con cui si è tempestivamente provveduto alle prime semine di marzo, dell'attesa snervante del caldo sole estivo, della parsimonia con la quale si è conservato anche il più piccolo residuo di materiale organico da riporre con cura nel cumulo, accudito come se fosse un bambino e non già un semplice ammasso di letame.

Seminando "a scalare" piccole superfici del nostro orto e irrigando frequentemente, in questo periodo è possibile ottenere ogni giorno copiosi cestini di croccante insalata da taglio

Ravanelli di queste dimensioni devono essere raccolti tempestivamente, in modo da evitare inutili allungamenti del ciclo vegetativo che ne renderebbero "legnosa" la consistenza delle radici. Anche in questo caso la semina "a scalare" può essere un ottimo espediente per ottenere raccolti continui per lunghi periodi di tempo.

Anche per insalate da cespo come questa è bene evitare di protrarre oltremodo la permanenza delle piante nel siccitoso orto estivo.

domenica 28 giugno 2009

I lavori di giugno

Quello di giugno è il mese più attivo dell'anno per i lavori nell'orto. Tra sarchiature, rimozione delle infestanti, potature, irrigazioni frequenti e nuove semine non c'è giorno che l'ortolano possa concedersi a riposo dalle attività all'aperto.
Se non si vuole che il disordine nel campo prenda il sopravvento, a giugno bisogna intervenire con lavori frequenti e metodici. Le infestanti vanno rimosse con regolarità, possibilmente a terreno umido, appena i piccoli cotiledoni delle malerbe cominciano a spuntare fra le nostre insalate. Ogni giorno è opportuno fare un giro, coltellino alla mano, fra le piante già grandi di zucchine e procedere alla raccolta dei frutti prima che le loro dimensioni li rendano idonei a farci nient'altro che sementi per l'anno prossimo. Insalate e cicorie vanno monitorate costantemente e raccolte nel momento opportuno, prima che la siccità e la nostra trascuratezza le facciano montare inesorabilmente a seme. Pomodori, peperoni, melanzane, zucche, zucchini, cetrioli, angurie e meloni vanno innaffiati con regolarità. Non necessariamente con frequenza compulsiva, ma tenendo presente che una o due volte alla settimana un po' d'acqua non fa male. Per insalate e cicorie, soprattutto nei periodi particolarmente caldi e siccitosi, è invece buona norma intervenire con irrigazioni quasi giornaliere. A meno che la provvidenza meteorologica non ci venga incontro con un bel rovescio estivo di pioggia, che ci metta con l'anima in pace per qualche giorno. In questi casi, tuttavia, specialmente in presenza di suoli argillosi e a terra nuovamente asciutta la nostra buona coscienza di ortolani prudenti ci suggerisca di intervenire con piccole sarchiature intorno alle piante per consentire un idoneo arieggiamento del terreno e impedire la formazione di croste dure sulla superficie.
Non dimentichiamo che a giugno è possibile cominciare a raccogliere di tutto. Più sarà stata variegata la scelta delle varietà da porre a dimora, maggiorni saranno i colori e le forme presenti nei nostri cestini che ogni giorno, all'imbrunire, porteremo a casa soddisfatti. Diamoci dentro allora con zucchine, cetrioli, pomodori, peperoni, melanzane, insalate, cicorie, bietole, ravanelli e aromatiche in gran quantità. Più tardi verranno i meloni, le angurie e infine le zucche.
Qualche ultima parola sulle semine, per ricordare che nella prima metà di giugno è ancora possibile seminare direttamente all'aperto le ultime cucurbitacee ed effettuare qualche trapianto tardivo di insalate estive, pomodori, peperoni e melanzane. Bietole, ravanelli, rucola, prezzemolo, basilico, insalate e radicchi da taglio possono essere seminati in gran quantità. I cultori delle verdure autunnali possono cominciare a darsi da fare con semine e impianti di cavoli, cavolfiori, radicchi e insalate da cespo. Anche se è ragionevole dubitare che lo spazio rimasto libero nell'orto di giugno possa già lasciare spazio a nuove semine.

Un grappolo di pomodori canestro splende al sole di giugno

giovedì 11 giugno 2009

Il campo sei settimane dopo

Dopo sei settimane di assenza dal mio campo, ecco cosa ho trovato al rientro:
- I pomodori sono cresciuti poco, ma la coltivazione è andata complessivamente bene e già si intravedono le prime bacche fra cespugli di fiori gialli. Mi accontenterò di un raccolto non particolarmente abbondante, ma con quaranta piante avrò comunque decine di chili di pomodori da consumare per l'estate più qualche bel grappolone da serbo per l'inverno.
- Che dire dei peperoni? Ho trovato solo metà delle piante che avevo sistemato sulle file. Le altre sono andate divorate da qualche strano verme di terra che evidentemente prolifera nel mio campo.
- I meloni pugliesi (cocommarazzi) hanno subito la stessa sorte dei peperoni, con la differenza che in questo caso non ne è sopravvissuta neppure una pianta.
- Le insalate sono andate incontro a sorti differenziate. Il lattughino da taglio divorato dagli uccelli, la rucola e le varie misticanze assediate dalle infestanti. In ogni caso, ho tolto le malerbe e adesso tutto viene su meravigliosamente. Molto meglio le insalate da cespo, delle quali sto già facendo delle gandiose scorpacciate. Quelle un po' più dure di consistenza causa siccità le ho mangiate lessate, con olio e pomodoro. Ottime.
- Le cicorie hanno reagito bene alla siccità. Eliminate le malerbe, le piante sembrano godere di ottima salute. Quelle a grumulo sono già pronte per la raccolta, per le catalogne dovrò pazientare ancora un paio di mesi.
- Dei ravanelli posso ritenermi soddisfatto. Sono cresciuti nella terra secca e siccitosa. Un po' piccanti e non particolarmente generosi nelle dimensioni, ma piuttosto saporiti, ottimi nelle insalate.
- Nei vasi crescono rigogliose le diverse varietà di basilico che avevo seminato prima della partenza. Il caldo delle ultime settimane ha sicuramente agevolato la crescita di questa straordinaria specie aromatica, che con qualche piccolo accorgimento può regalare straordinarie soddisfazioni all'ortolano improvvisato. Anche il prezzemolo cresce, ma con qualche incertezza in più.
- Zucche, zucchini e meloni che avevo seminato nei vasetti stavano strabordando e li ho trapiantati immediatamente in piena terra. Della sorte di queste piante mostruose parlerò presto.

Staremo a vedere..

domenica 10 maggio 2009

Ravanelli tutto l'anno

Fra gli ortaggi in grado di dare soddisfazione all'ortolano neofita, particolare menzione merita il ravanello. Si tratta di una pianta erbacea, appartenente alla famiglia delle brassicacee, coltivata per la radice ingrossata, rotonda o leggermente allungata, dal colore rossastro o bianco, croccante e dal sapore forte e più o meno piccante. Le infiorescenze sono costituite da fiori bianchi, rosa o violetti. Il ciclo colturale è piuttosto breve, variando dalle tre settimane ai tre mesi a seconda della stagione e delle cultivar utilizzate.
La pianta del ravanello predilige terreni sciolti e ricchi di sostanza organica. Richiede irrigazioni frequenti. Data l'estrema brevità del ciclo vegetativo, i ravanelli possono tuttavia essere coltivati con facilità su diversi tipi di terreno, purchè fertili, freschi e non troppo esposti al sole. Si adattano ai climi più disparati, caratteristica che li rende coltivabili praticamente tutto l'anno. Possono dare grandi soddisfazioni anche nella coltivazione su balcone, in vasi o cassette, utilizzando terra fertile e ben sminuzzata, distanziando le piante di 3-4 centimetri l'una dall'altra e irrigando frequentemente. In campo aperto possono essere seminati a spaglio o su file, distanziati di 5-6 centimetri sulle file e di 10-15 tra le file. Per ottenere risultati ottimali è necessario concimare e sminuzzare bene il terreno prima della semina. Durante la crescita non occorre apportare ulteriore nutrimento, dato il ciclo colturale estremamente breve della pianta.
Numerose sono le varietà coltivate, classificate per lo più in base alla forma o al colore delle radici. Dai tondi e rossi Cherry Belle e Saxa agli oblunghi e bianchi Candela di ghiaccio, fino agli oblunghi e rossi Candela di Fuoco, è possibile rinvenirne in commercio cultivar per tutti i gusti e per tutte le stagioni.
In cucina i ravanelli trovano eccellente collocazione nella preparazione di insalate gustose e colorate o in guarnizioni di zuppe e piatti di carne o pesce. I ravanelli più piccoli risultano più saporiti di quelli di grosse dimensioni. L'allungamento anomalo del ciclo vegetativo può rendere la consistenza delle radici piuttosto legnosa e il sapore meno apprezzabile al palato.

sabato 2 maggio 2009

Insalata sul balcone

Appartenente alla specie lactuca sativa, il lattughino comprende differenti varietà da taglio a portamento eretto e margine fogliare più o meno ondulato e arricciato, di colore verde chiaro o rosso bruno.
Si tratta di uno degli ortaggi in grado di dare maggiori soddisfazioni all'ortolano principiante. La sua coltivazione non presenta particolari difficoltà e offre abbondante raccolto dopo appena cinque-sei settimane dalla semina. Si adatta bene a quasi tutti i tipi di terreno, argillosi o sabbiosi, purchè sciolti e ben lavorati. Il suo modesto apparato radicale si estende soprattutto in superficie, rendendo questa specie orticola particolarmente idonea alla coltivazione in vasi o cassette.
La semina si effettua solitamente da marzo a ottobre, ma alcune varietà si prestano bene alla coltivazione anche nei mesi invernali, se si ricorrere ad alcuni accorgimenti quali la protezione delle piantine dalle intemperie tramite piccole serre di materiale plastico trasparente.
La principale modalità di impianto del lattughino è la semina a spaglio. Dopo aver lavorato con cura il terreno, si dispongono i semi sulla superficie, mescolandoli bene alla terra con l'ausilio di un piccolo rastrello o ricoprendoli con uno strato di terriccio spesso non più di mezzo centimetro. Quindi si bagna il tutto avendo cura di non spostare o scoprire i semi con getti d'acqua esagerati. La germinazione avviene solitamente dopo qualche giorno dalla semina e a distanza di poche settimane è possibile raccogliere le prime foglie, recidendole alla base con un coltello affilato, un paio di centimetri sopra il colletto per consentirne una pronta rivegetazione. Il lattughino è in grado di offrire raccolto per diversi mesi, con sfalci che possono essere ripetuti più volte durante il ciclo vegetativo. Le irrigazioni devono essere regolari e piuttosto frequenti, soprattutto nei mesi estivi.
Fra le più diffuse varietà di lattuga da taglio, tutte appartenenti alla sottospecie acephala, sono da citare la bionda a foglia liscia o riccia, la verde ricciolina, la rossa riccia e la trentina. In commercio è possibile reperire miscugli di sementi di differenti varietà, talvolta associate a cicorie da taglio o rucola, tramite le quali ottenere ottime misticanze per le nostre insalate. Su un balcone ben soleggiato, seminando a scalare (una settimana fra una semina e l'altra) in due-tre cassette di discrete dimensioni, si può ottenere insalata sufficiente per un regolare consumo giornaliero. Nell'orto bastano pochi metri quadrati di superficie per una produzione facile e abbondante, a patto di rispettare alcuni importanti accorgimenti, come quello di proteggere le giovani piantine da lumache e uccelli, particolarmente ghiotti sia delle foglie che dei semi delle nostre lattughe.
Lattughino coltivato in vaso, pronto per la raccolta

venerdì 1 maggio 2009

I lavori di maggio

Fra poche ore la pioggia e gli ultimi freddi della stagione dovrebbero lasciare il posto al sole e a temperature decisamente più alte. In altre parole, è arrivato maggio.
Si tratta del mese in cui il clima mite comincia a stabilizzarsi e il pericolo delle ultime gelate notturne è definitivamente scongiurato. L'irradiamento solare del terreno aumenta sempre di più e le giornate si allungano, stuzzicando la nostra voglia di stare all'aperto.
E' dunque il momento migliore per mettere a dimora le giovani piantine estratte dai semenzai di marzo, finora tenute al riparo in ambienti caldi e riparati dai venti. Zucche, zucchini, cetrioli, meloni, angurie, pomodori, melanzane, peperoni, ma anche sedani, cavoli, basilico e insalate troveranno finalmente il loro posto nell'orto di maggio. Sarà anche possibile seminare le stesse varietà direttamente in piena terra, confortati da temperatute diurne superiori ai 20 gradi centigradi. Nonostante la stagione inoltrata per queste varietà, sarà tuttavia ancora possibile seminare fagioli, fagiolini, patate, cavoli e spinaci. Come in gran parte dei mesi dell'anno, potremo poi continuare a sbizzarrirci con ravanelli, rucola, insalate da taglio, bietola, cicorie e prezzemolo, mentre spinaci, insalate, cicorie e bietole seminati nei mesi precedenti cominciano già a fornire i primi abbondanti raccolti.
Dopo il riposo invernale e le opportune lavorazioni primaverili, l'orto di maggio dovrebbe essere già pronto ad accogliere semi e piante che daranno i loro frutti in estate. In caso contrario, è opportuno procedere con le ultime zappettature superficiali del terreno, con lo sminuzzamento delle zolle e la distribuzione di compost, purchè ben maturo. Questa operazione risulterà particolarmente importante per le semine a spaglio, mentre per gli impianti a file o in buche sarà utile sotterrare concime organico a profondità e in quantità variabili a seconda delle specie coltivate.

domenica 26 aprile 2009

I sedani e le piogge di primavera.

E' tornata la pioggia praticamente in quasi in tutta la penisola. Niente di strano, aprile è sempre stato un mese imprevedibile, capace di regalare intere settimane calde e soleggiate, ma anche lunghe giornate uggiose e piovose e non di rado ultimi colpi di coda dell'inverno con l'insidia di qualche inaspettata brinata notturna.
Per chi ha già messo a dimora cicorie e insalate estive, bietole e cavoli o ha approfittato dell'ultimo momento utile per la semina degli spinaci, l'acqua che vien giù copiosa dal cielo sa di provvidenziale. Anche pomodori, peperoni o melanzane, zucche, zucchini o meloni, allo spuntare del prossimo sole di aprile, dovrebbero giovarsi della pioggia caduta in questi giorni e cominciare a vegetare con i loro spettacolari accrescimenti di metà primavera.
I sedani che ho piantato prima della partenza pasquale aspettavano la pioggia come manna dal cielo. Ho dovuto rimuovere le foglie secche esterne per lasciare spazio al neonato fogliame centrale. Dopo quindici giorni le giovani piante hanno mostrato ancora scarsi segni di accrescimento. D'ora in poi provvederò a eseguire irrigazioni più frequenti, senza aspettare che la pioggia faccia da sola il suo dovere, come sarebbe da aspettarsi in una città umida come questa.
I sedani necessitano di irrigazioni quasi giornaliere e di un costante apporto di sostanza organica. Alcune settimane prima dalla raccolta, per ottenere un prodotto tenero e gradevole al palato, è necessario intervenire con la rincalzatura o imbianchimento, ricoprendo i fusti con cumuli di terra o con rotoli di cartone oppure legando le coste ai tre quarti per impedire l'esposizione della pianta ai raggi del sole.