Con il sopraggiungere della stagione fredda, estirpate le ultime piante di pomodori e zucchine, gli ortaggi estivi sono ormai solo un ricordo. Chi abbia seminato per tempo i cavoli, avrà certamente dato il via alle danze e cominciato con le scorpacciate di verze, cavolfori e broccoli. Anche finocchi e sedani, carote, porri e cicorie diventano in questo periodo protagonisti dei cestini degli ortolani più tempestivi nelle semine.
Ma per chi si accinga solo ora a mettere a coltura lo spazio lasciato libero da solanacee e cucurbitacee, ben poche sono le possibilità di cominciare con successo coltivazioni in piena aria a novembre. I più attrezzati potranno munirsi di serrette e teli per proteggere le proprie colture dal gelo e dalle intemperie. Tutti gli altri si limiteranno a lavorare il terreno e a concimarlo in attesa della nuova annata, che a partire da febbraio li vedrà impegnati con le prime semine.
Coloro che preferiscano fare di necessità virtù e non vogliano privarsi anche d'inverno del piacere di verdure fresche autoprodotte, non mancheranno di concedersi grandi soddisfazioni con la coltivazione di una particolare specie orticola che proprio tra l'autunno e l'inverno trova le condizioni ideali per la crescita: lo spinacio.
Quasi tutte le specie di spinacio non sopportano temperature elevate e siccità. Proprio per questo motivo il periodo ideale per la loro coltivazione è costituito dai mesi autunno-vernini. Il ciclo vitale della pianta, estremamente breve, consente di ottenere buoni raccolti già dopo meno di due mesi dalla semina. Quest'ultima può essere effettuata a spaglio o a file su terreni fertili, sciolti e privi di ristagni idrici. La rimozione delle infestanti deve essere eseguita con regolarità. In presenza di terreno fertile, non sono richiesti ulteriori apporti di fertilizzanti durante il breve ciclo vegetativo delle piante. Data la spiccata tendenza della specie ad accumulare nitrati, è comunque buona norma non eccedere con le concimazioni azotate.
Le piante adulte di spinacio sono in grado di resistere a temperature fino a qualche grado sotto lo zero. Il caldo eccessivo e la siccità costituiscono i veri nemici di questa preziosa specie orticola, la cui coltivazione nei mesi estivi è pertanto sconsigliata, a meno che non si adottino alcuni importanti accorgimenti come la scelta di varietà più resistenti al calore, la collocazione al riparo dal sole eccessivo e l'esecuzione di abbondanti irrigazioni giornaliere. Le piante di spinacio coltivate nei mesi caldi sono di norma meno produttive e spesso tendenti a montare precocemente a seme. Tra le varietà più diffuse in Italia, possono ricordarsi:
Ma per chi si accinga solo ora a mettere a coltura lo spazio lasciato libero da solanacee e cucurbitacee, ben poche sono le possibilità di cominciare con successo coltivazioni in piena aria a novembre. I più attrezzati potranno munirsi di serrette e teli per proteggere le proprie colture dal gelo e dalle intemperie. Tutti gli altri si limiteranno a lavorare il terreno e a concimarlo in attesa della nuova annata, che a partire da febbraio li vedrà impegnati con le prime semine.
Coloro che preferiscano fare di necessità virtù e non vogliano privarsi anche d'inverno del piacere di verdure fresche autoprodotte, non mancheranno di concedersi grandi soddisfazioni con la coltivazione di una particolare specie orticola che proprio tra l'autunno e l'inverno trova le condizioni ideali per la crescita: lo spinacio.
Quasi tutte le specie di spinacio non sopportano temperature elevate e siccità. Proprio per questo motivo il periodo ideale per la loro coltivazione è costituito dai mesi autunno-vernini. Il ciclo vitale della pianta, estremamente breve, consente di ottenere buoni raccolti già dopo meno di due mesi dalla semina. Quest'ultima può essere effettuata a spaglio o a file su terreni fertili, sciolti e privi di ristagni idrici. La rimozione delle infestanti deve essere eseguita con regolarità. In presenza di terreno fertile, non sono richiesti ulteriori apporti di fertilizzanti durante il breve ciclo vegetativo delle piante. Data la spiccata tendenza della specie ad accumulare nitrati, è comunque buona norma non eccedere con le concimazioni azotate.
Le piante adulte di spinacio sono in grado di resistere a temperature fino a qualche grado sotto lo zero. Il caldo eccessivo e la siccità costituiscono i veri nemici di questa preziosa specie orticola, la cui coltivazione nei mesi estivi è pertanto sconsigliata, a meno che non si adottino alcuni importanti accorgimenti come la scelta di varietà più resistenti al calore, la collocazione al riparo dal sole eccessivo e l'esecuzione di abbondanti irrigazioni giornaliere. Le piante di spinacio coltivate nei mesi caldi sono di norma meno produttive e spesso tendenti a montare precocemente a seme. Tra le varietà più diffuse in Italia, possono ricordarsi:
- Riccio di Castelnuovo: foglie ricce, tonde e spesse
- Riccio d'Asti: foglie verde scuro, tondeggianti, arricciate; medio-precoce, lento a montare a seme
- Merlo Nero: piccole foglie verde scuro, leggermente arricciate e bollose; medio-precoce, resistente al freddo e lento a montare a seme
- Gigante d'Inverno: foglie lisce verde scuro, ampie e carnose; precoce, adatto a coltivazioni autunno-vernine
- America: forma a rosetta con foglie verde scuro; medio-tardivo, resistente al caldo, pigro a montare a seme
- Matador: foglie verde chiaro, lievemente bollose; medio-tardivo
- Grandstand: foglie verde scuro, spesse e bollose
- R seven: foglie verde scuro, bollose
- Viroflay: pianta vigorosa, grosso cespo, foglie verde chiaro lanceolate; precoce, molto produttivo nelle coltivazioni autunnali
- Viking: grandi foglie verde chiaro, tondeggianti, lisce; resistente al freddo
- Lorelay: foglie lisce; tardivo, lento a montare a seme






