martedì 24 giugno 2008

Giugno e i frutti

E' giugno quando nuovi vivaci colori colonizzano il balcone. Dopo un'intera stagione di cure, attenzioni e pazienza i primi frutti cominciano a dare mostra di sè sui verdi cespugli, riempiendo d'orgoglio il giovane ortolano improvvisato.

Un grappolo di grossi pomodori splende al sole di giugno

lunedì 16 giugno 2008

La fioritura

A maggio inoltrato, ecco la fioritura. Non solo verde sul balcone, ma anche giallo, bianco e gli altri colori dei fiori che sbocciavano dalle piante ormai in perfetta simbiosi con l'inusuale ambiente circostante.

domenica 15 giugno 2008

Vita in ogni angolo

Nell'aria tiepida di metà primavera, il piccolo orto sul balcone cominciava a prendere forma. Gli assetati cespugli di pomodoro, dopo settimane di rachitico letargo, si impadronivano prepotentemente dei vasi. Il basilico, archiviato il lungo trauma dei trapianti, riprendeva improvvisamete vigore e sfoderava grosse foglie verdi profumatissime. Il prezzemolo e la cicoria resuscitavano dalle viscere di un terriccio tenuto costantemente umido dopo la prima sfalciatura. Le sofferenti foglioline ingiallite dei cayenna tornavano a colorarsi di un salutare verde scuro, rinfrancate da abbondanti irrigazioni. La rucola, trascurata la raccolta, minacciava di montare a seme.
Un balcone freddo e spoglio, ormai piccolo giardino addomesticato, prendeva vita in ogni angolo.

giovedì 12 giugno 2008

L'orto sul balcone e la primavera

Così, mentre la primavera appena iniziata si concedeva una piccola tregua con qualche giornata di lunatica variabilità, il mio improvvisato orto sul balcone cominciava a regalare i primi frutti dell'anno. Cicoria triestina da taglio, prezzemolo e rucola davano bella mostra di sè nei vasi, praticamente già pronti per la raccolta.
la rucolaQuanto agli ortaggi, avevo quasi ultimato i trapianti dei fusticelli spuntati dalle semine di marzo. Peperoncini cayenna, pomodori a grappolo e ciliegini avevano trovato posto in ciotole larghe o vasi profondi. Per le enormi zucche e gli zucchini striati pugliesi avevo optato per il trasferimento in orto, sfruttando il poco spazio rimasto libero nel fazzoletto di terra condominiale ai piedi dell'appartamento nel quale mi ero da poco trasferito. Ero perfino riuscito a ricavare una piantina di un certo carosello scopatizzo barese, una strana varietà di cetriolo molto diffuso dalle mie parti. Sarebbe toccato presto anche a lui trasferirsi in piena terra in compagnia delle altre cucurbitacee.
Discorso a parte per le aromatiche. La piantina di nepitella acquistata nel mercato rionale del centro era andata distrutta dai ristagni d'acqua sul fondo del vaso, rimasto all'aperto durante un violento aquazzone. Sopravviveva priva di qualsiasi particolare slancio vitale la menta bianca, che giaceva con aria perplessa in un grosso vaso, in attesa diil prezzemolo non so cosa. Uno dei due steli di piperita che avevo ottenuto per talea da una pianta singola aveva attecchito e cresceva rigoglioso contorcendosi come un serpente alla ricerca di luce, mentre l'altro sembrava addormentato in un perpetuo letargo. Il rosmarino che tenevo al riparo in camera stava per fare la stessa fine della nepitella, quando ho pensato bene di trasferirlo in orto a prendere aria e luce con un provvidenziale intervento di urgenza. Qualche piccola pianta di basilico sembrava aver attecchito dopo il disastro dei trapianti da semenzaio a vaso. Tutto questo mentre l'origano La cicoria triestinacresceva rigoglioso e reclamava la sua abbondante dose d'acqua giornaliera e il timo e la lavanda venivano lentamente su. Di questo passo, immaginavo che sarei riuscito a ricavarci delle bellissime piante la prossima primavera.

martedì 10 giugno 2008

Il giardino delle lucciole

Era maggio inoltrato quando, sul soffice tappeto ovattato del prato al di là della strada, fra i pioppi e le betulle dei giardini sotto l'arco di San Zeno, cominciavano a svolazzare colonie di lucciole. Tante minuscole lanternine luminose si aggiravano fra le tenebre, regalando poesia alle notti del quartiere.

primavera 2008 134Il giardino delle lucciole

domenica 8 giugno 2008

La neve di maggio

Passate alcune settimane dalle semine e spuntati i primi germogli, puntuale come il sole all'alba, con la calda brezza primaverile che spirava ad annunciare il bel tempo, arrivava la neve di maggio. Una mattina innumerevoli piccoli coriandoli bianchi volteggiavano nel cielo azzurro di un sabato tutto da vivere. La mia proverbiale pigrizia del week-end mi teneva rinchiuso in casa a sbadigliare fino al tramonto, mentre un sole compiacente scaldava i giardini e le strade della città. Se n'erano accorti l'origano che si ergeva con rinato orgoglio primaverile sul balcone della mia camera, i piccoli germogli delle zucchine che beffarde spalancavano i dicotiledoni al sole, il prezzemolo che infestava rigoglioso il fresco terriccio che lo ospitava da quasi due mesi, il pomodoro assetato che reclamava acqua da un asciutto vaso di terracotta.
Sono uscito poco dopo il crepuscolo, giacca sottobraccio per l'inevitabile ed incombente frescura della sera, con un via vai continuo di gente di fronte agli occhi ancora addormentati di un sabato tutto letargo.

Dovevamo aspettare maggio per vedere un sole ricominciare a risplendere: del resto non aveva altra scelta, nulla di nuovo.

venerdì 6 giugno 2008

Come nasce un orto sul balcone

In attesa della fuga dalla città, per evitare di farmi divorare lo stomaco dalla gastrite, ho deciso nel marzo scorso di rinfrancare lo spirito dedicandomi per un po' alle cose semplici e rilassanti. Ho approfittato della pausa dalle rogne quotidiane di un fine settimana come altri per pianificare l'allestimento di un orto, al quale avrei compiutamente potuto dedicarmi quando dopo un paio di giorni fossi tornato finalmente a casa per la settimana pasquale. Nel frattempo, con la curiosità morbosa del neofita, ho cominciato a sperimentare qualche prima piccola tecnica di coltura, approfittando del luminoso balcone della mia nuova stanza e della rarissima opportunità di poter usufruire di un fazzoletto di terra ai piedi dell'appartamento nel quale mi ero da poco trasferito. Ho predisposto i semenzai al coperto per favorire i germogli al riparo dalle ultime gelate di marzo, procedendo poi alla semina del basilico, del pomodoro e del peperone. Il prezzemolo e la rucola hanno trovato posto nel terriccio ben drenato dei vasi più grandi, dove sarebbero rimasti fino alla raccolta. In mia assenza tutto avrebbe riposato al buio, ma avrei dato incarico a qualche volenteroso inquilino di tenere il terreno ben umido e di areare di tanto in tanto la stanza per dare respiro di futuri germogli.
Non avrei mai immaginato che questo piccolo capriccio si sarebbe presto tramutato nella passione alla quale dedico ancora oggi la gran parte del tempo libero delle mie giornate.